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Altwork | L’eccessivo comfort può nuocere alla salute?

Per rendere il lavoro e gli impegni quotidiani dietro alla scrivania un po’ più piacevoli e al contempo aumentare la produttività, una start-up della Silicon Valley ha pensato e realizzato una particolare sedia che grazie a sistemi idraulici ed elettronici consente di adattarsi ad ogni tipo di posizione: dall’utilizzo in piedi fino a ritrovarsi a digitare completamente sdraiati.

Altwork Station è una poltrona reclinabile affiancata da un braccio meccanicizzato; questo può alloggiare uno schermo (o un all-in-one), un computer portatile e offre anche un piano di lavoro che funga da scrivania.

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Un telecomando sul lato della scrivania permette di passare velocemente da una configurazione all’altra.

Questa postazione di lavoro particolarmente smart, che occupa circa 1,7 metri quadri di spazio, viene venduta in pre-ordine, sul sito di Altwork, al prezzo promozionale di 3.900$ che diventeranno 5.900$ con il lancio previsto per metà 2016.

L’altwork ha messo a punto questo rivoluzionario sistema di seduta ispirandosi principalmente a quanti lavorano in home working, il lavoro da casa, ormai in grande ascesa negli Stati Uniti e negli ultimi anni anche in Italia.

Nonostante i ricercatori dell’ Altwork abbiano voluto creare una postazione di lavoro che potesse avere tutte quelle caratteristiche organolettiche necessarie per una maggiore produttività, vi sono tesi discordanti all’idea di base dell’Altowork station ovvero che una condizione di estremo confort e di flessibilità lavorativa possano determinare nelle persone una maggiore propensione e attenzione al lavoro.

Marissa Mayer, la donna più potente della Silicon Valley, CEO di Yahoo! dal 2012 a riguardo di questa nuova metodologia di lavoro disse: «L’home working? Una perdita di tempo e produttività».

I motivi sono vari, sicuramente la ricercata ottimizzazione di tempi e risorse determina una condizione di isolamento e mancanza di confronto (brainstorming)  con i colleghi.

Anche Regus, il principale fornitore di spazi di lavoro flessibili, nella sua inchiesta condotta a livello globale su un campione di 44.000 manager e professionisti ha riscontrato negli intervistati che lavorano per molto tempo da casa un profondo senso di solitudine.

Un’altra considerazione degli intervistati, meno professionale e più collegata al benessere personale, riguarda il timore di ingrassare poiché, trascorrendo molto tempo in casa lavorando alla scrivania si è tentati dagli snack fuori dall’orario dei pasti (il dato Italia e la media globale coincidono al 32%).

Indubbiamente la qualità della seduta lavorativa è di estrema importanza ed è compito nonché un dovere del datore di lavoro assicurarsi che sia idonea alle 8 ore lavorative, per prevenire fastidiosi disturbi alla schiena.

In conclusione, parafrasando il claim della nuova e futuristica sedia, lavorare da seduti o sdraiati non solo non sarebbe un sogno che diventi realtà ma nel caso di creativi, designer e liberi professionisti, potrebbe togliere loro la giusta tensione emotiva che sta all’origine di qualsiasi processo creativo.

E per ricollegarci all’indagine Regus e al timore d’ingrassare di molti intervistati, potremmo dire che il mondo previsto nel film di animazione Wall-E possa essere oggi più profetico di ieri: uomini obesi, capaci solo di consumare.

Wall-E