Il futuro della SEO? Passa anche per il growth hacking!

il futuro della SEO

Se stai leggendo questo articolo significa che probabilmente sei un appassionato di digital marketing. Se questo è vero allora sicuramente ti sarà già capitato di approfondire il tema della SEO e magari anche del growth hacking, argomento che abbiamo già trattato in precedenza sul nostro sito (se non lo hai letto l’articolo, puoi farlo a questo link).

Detto questo però prima di proseguire devo presentarmi. Sono Fabio Morelli, SEO Specialist in Accenture.
Ho un passato che mi ha visto negli ultimi anni “gironzolare” in diverse start-up sia italiane che straniere. All’interno di esse ho ricoperto ruoli legati alla SEO, ma anche al growth hacking.

Il growth hacking, a mio modo di vedere, si configura come un modo innovativo di fare marketing. Questo si basa in primis sull’offerta di un prodotto di tipo “must have” ai propri clienti, cercando di massimizzarne l’esperienza. Oltre a questo, cerca di sfruttare canali non canonici per raggiungere il proprio pubblico target. Lo scopo è quello di ottimizzare le campagne marketing adottate sia dal punto di vista dell’efficienza, che dell’efficacia.

Tramite gli approcci del growth hacking, infatti, è possibile entrare in contatto solamente con le persone veramente interessate al nostro business e farlo magari anche a costo zero.

growth hacking

Inoltre, per ogni attività intrapresa o strategia implementata, è sempre fondamentale un’attenta analisi dei dati. I dati, infatti, ci mostrano quali delle nostre idee stiano effettivamente funzionando. Quindi i dati non solo fanno in modo che il nostro successo sia individuabile, ma anche ripetibile.

Per troppo tempo il marketing è stato svolto come una sorta di gioco della mosca cieca. Questo, attraverso costose campagne pubblicitarie che utilizzano canali di comunicazione tradizionali (testate giornalistiche, televisioni, radio, cartelloni pubblicitari ecc.) di cui però non è effettivamente possibile conoscere il ROI. Ma il growth hacking cambia le regole del gioco, come abbiamo visto.

Ora, il cuore dell’articolo vuole però essere un altro, ossia il futuro della SEO. Mi occupo di SEO da diversi anni e sin da quando ho iniziato mi è capitato di leggere numerosi articoli del tipo “La SEO è morta”, “Il futuro della SEO è incerto” e cose simili. Permettimi di dire che queste sono delle cavolate! Immagina infatti che secondo uno studio di searchengineland.com, tra il 2017 ed il 2018, le imprese spenderanno una somma molto vicina agli 80 miliardi in ambito SEO.

Growth hacking: di cosa stiamo parlando?

Qual è allora lo scopo di questo articolo?
Beh, la SEO è ancora viva e vegeta e probabilmente lo sarà ancora per molti anni. Lo stesso non può probabilmente dirsi per il marketing tradizionale. Il mondo negli ultimi 20 anni si è evoluto ed è cambiato molto, ma il modo di fare marketing di molte imprese è sostanzialmente rimasto lo stesso.

Un nuovo prodotto viene lanciato, si buttano quà e là soldi in spot e sponsorizzazioni varie e si incrociano le dita. Questo modo di fare marketing affidato alla dea bendata però nel 2017 non funziona più o funziona molto meno. Occorre quindi cambiare il nostro modo di concepire e fare marketing adattandolo al mondo digitale di oggi. Con questa mentalità ci accorgeremo che il growth hacking è proprio quello di cui abbiamo bisogno.

Il growth hacking, infatti, è il marketing del futuro che si basa su un approccio scientifico. Da questa concezione del marketing sono nate aziende come Airbnb, Spotify, Uber e Snapchat. Più di recente poi anche multinazionali come Coca Cola, Microsoft ed IBM si stanno adeguando alla cosa ed al cambiamento.

Uno dei punti forti dei growth hacker è la multidisciplinarietà. Queste figure professionali posseggono infatti un bagaglio personale e professionale molto variegato. Ed è proprio qui che secondo me nasce il parallelismo con la SEO.

I growth hacker, da un lato, si presentano con delle figure professionali “T-shaped”.

Growth hacking: cosa vuol dire essere T-shaped?

Semplicemente il possedere un mix di conoscenze in programmazione, analisi dei dati, social media, e-mail marketing, copywriting, content marketing, marketing automation, SEO e SEM per poi eccellere in paio di questi ambiti.

chi sono i growth hacker
Per quando riguarda i SEO, durante questi anni mi è capitato di conoscere professionisti di questo settore con i background più svariati. C’era infatti chi proveniva da studi informatici o ingegneristici, ma anche chi aveva studiato economia, lingue o addirittura giurisprudenza. Oltre a ciò, ambiti come l’analisi dei dati, l’e-mail marketing, i social media, il marketing automation e la programmazione, il copywriting o il content marketing, sono il pane quotidiano di molti SEO.

Ergo, se dovessi indicare una figura professionale particolarmente adatta a potersi tramutare in un growth hacker, direi proprio che questa persona sarebbe sicuramente un SEO. Di contro, se nel prossimo futuro un SEO volesse cercare un’altra posizione lavorativa, direi proprio che le posizioni da growth hacker potrebbero essere quelle più indicate.

Al momento, soprattutto in Italia, probabilmente le posizioni aperte in quest’ambito possono contarsi sulle dita di una mano. Tuttavia, qualora volessi saperne di più sull’argomento, in fondo al nostro procedente articolo sul growth hacking troverai alcuni link utili. Altrimenti, puoi trovare qui i migliori libri sul growth hacking.

Se inizierai ad approfondire già da adesso questo tema che ha tutte le carte in regola per divenire il modo di fare marketing del futuro, tra qualche anno potresti trovarti a raccogliere dei frutti davvero molto succulenti 😉

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