, ,

Google contro la “bad advertising” | Cosa bisogna evitare nella nostra campagna su Google Adwords

Google contro la “ bad advertising”: 780 milioni di inserzioni disabilitate nel 2015, altre a rischio nel 2016!

Cosa bisogna evitare nella nostra campagna su Google Adwords?

E’ cosa nota di quante risorse Google abbia e stia investendo per ottimizzare la propria piattaforma di web advertising attraverso continui upgrade di algoritmi per fornire all’utente ( potenzialmente consumatore)  la migliore “esperienza di navigazione” in modo da guidarlo correttamente nel complesso e delicato processo decisionale di acquisto.

google contro le bad ads

Per le Aziende che decidono di investire in Google Adwords all’esigenza di brand awarenes segue quella di lead generation con il fine di ottenere un indice ROI ( return of investments) superiore al budget investito per l’intera campagna.

Per Big G. il fine ultimo è consentire questo: ottime performance di publishing e di selling per le Aziende, risultati pertinenti e in target per i propri utenti business.

Negli ultimi anni, nonostante Google abbia cercato di elaborare degli algoritmi che potessero premiare la qualità e la bontà dei contenuti che ospitava sulla propria piattaforma, non sono mancate inserzioni pubblicitarie che hanno causato non pochi problemi al colosso di Mountain View.

Per questo motivo Google Adwords – con un articolo apparso sul suo blog – ha ufficialmente comunicato guerra alle bad ads, ovvero campagne pubblicitarie che – con l’ausilio della piattaforma advertising di Google – costituiscono delle vere e proprie truffe a danno degli utenti.

come evitare il ban da google adwords

“Nel 2016 stiamo pianificando l’aggiunta di nuove protezioni contro il malware e bot “, ha detto Sridhar Ramaswamy vice presidente senior di annunci e Commercio presso Google – “Vogliamo fare in modo che tutti gli annunci che vedete possano essere utili e di benvenuto e noi continueremo a lottare per far sì che questo diventi una realtà”.

Un po’ di storia: da cosa nasce la battaglia di Google alle bad ads!

Nel 2011 Google fu multata per ben 500 milioni di dollari dal Dipartimento di Giustizia americano per aver “accettato” sulla propria piattaforma di advertising degli ads di farmacie canadesi che offrivano a prezzi scontatissimi – a clienti statunitensi – farmaci vietati negli USA.

Secondo il governo Google non poteva non sapere di questa azione scorretta di advertising e pertanto lo ritenne responsabile delle campagne che i suoi inserzionisti compivano sulla piattaforma di Google Adwords.


google adwords bad ads

Da allora, la lotta di Google contro le bad ads è diventata una vera lotta di “quartiere”, senza esclusioni di colpi!

Bad ads: tecniche messe a bando da Google. Scopriamo quali!

Google ha deciso, in seguito allo sfortunato episodio che l’ha visto coinvolto direttamente, di combattere le bad ads ai fini di favorire i fair player ossia le piccole e grandi imprese che utilizzano i servizi di adwords per favorire la lead generation e la vendita on line dei proprio beni e/o servizi.

Duramente colpiti sono stati gli annunci dai contenuti accattivanti sulla perdita di peso e di cui Google ha bloccato ben 2 milioni e mezzo di annunci che cercavano di vendere ai consumatori rimedi e integratori dietetici a dir poco miracolosi.

Google coordinando un team globale di 1000+ persone ha disabilitato:

  • nel 2014 524 milioni di bad ads in 150 paesi, con oltre 700mila siti oscurati da Google Adwords e 33mila investitori bannati;
  • Nel corso del 2015 sono state annullate oltre 780 milioni di inserzioni, con l’obiettivo di tutelare sia i navigatori che chi investe in advertising;

google bad ads report

Cifre impressionanti e che potrebbero aumentare nel corso del 2016!

Ad essere duramente colpiti sono quei merchant ed investitori che cercando di violare le direttive di Google in materia di Adwords utilizzano tecniche scorrette e fuorvianti.

Scopriamo insieme quali tecniche non bisogna assolutamente usare per non essere bannati da Google:

  • Click baiting : tecnica di vendita di beni contraffatti o programmi contenenti malware o spyware;
  • Phishing : tecnica che viola norme relative al copyright e alla difesa della proprietà intellettuale;
  • Trick to click: tecnica che stimola l’utente attraverso animazioni o minigiochi a fare click, in modo poco corretto;
  • Banner posizionati nelle applicazioni mobile in modo da intercettare tocchi involontari sul display con l’unico scopo di generare traffico verso il sito dell’ inserzionista;
  • Creating a better experience: campagne pubblicitarie che pur offrendo informazioni rilevanti e d’interesse dell’utente rimandano ad altri siti senza alcuna esplicita richiesta;

 Per il 2016 appena iniziato Google ha intenzione di rendere ancora più sofisticata la propria tecnologia in materia di advertising, anche grazie ai feedback raccolti da chi naviga. L’obiettivo principale è quello d’impedire qualsiasi rischio di frode ovvero evitare che l’utenza possa incontrare pericolosi malware e per gli inserzionisti veder perdere i propri investimenti a causa dei bot.

E’ innegabile come queste pratiche provochino un danno enorme sia agli utenti che a tutti quegli inserzionisti virtuosi che vedono resi vani i loro investimenti pubblicitari sulla piattaforma di Google Adwords.

Per questo vogliamo concludere dicendo: THANKS FOR BLOCKING, GOOGLE!

google block ads