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In che modo cambierà la SEO nel 2016 | Hubspot ce lo rivela con i “17 miti SEO da sfatare”

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La SEO è una scienza in continua evoluzione e per i professionisti del settore è necessario aggiornarsi continuamente per stare dietro ai continui upgrade degli algoritmi Google, che ridefiniscono ogni volta gli aspetti più importanti su cui concentrarsi e quali invece non hanno invece più valore.

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Spieghiamo brevemente perché una corretta attività SEO è così importante per un sito web

La SEO ( Search Engine Optimization) comprende tutte quelle attività poste in essere finalizzate ad ottenere la migliore lettura del sito web da parte dei motori di ricerca e conquistare le prime posizioni nella SERP.

Dovremmo aggiungere: se non sei in prima pagina, è come se non esistessi!

Una ricerca condotta da Econsultancy.com rileva che:

– il 90% degli utenti che fa una ricerca su Google non va oltre la prima pagina;

– il 94% di questi clicca sui risultati organici;

– solo il 6% degli utenti clicca sui risultati a pagamento, ovvero gli annunci sponsorizzati o Pay Per Click;

Questo significa che per essere visibili occorre essere in prima pagina ma – badate bene – con le keyword giuste per il vostro business. Per far questo abbiamo bisogno necessariamente della SEO, un insieme di attività che aiutano l’indicizzazione e il posizionamento delle pagine di un sito sui motori di ricerca.

All’inizio del 2016 i rumors hanno parlato di enormi cambiamenti per la SEO e per essere pronti alle nuove che Google sta studiando per noi Hubspot ha pubblicato una guida molto interessante sui cosiddetti “ 17 miti sulla SEO” da sfatare.

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Ecco come la SEO sta cambiando nel 2016!

MITO # 1: “registrare il proprio sito su Google!”

Anche se un dominio non viene registrato su Google i motori di ricerca lo troveranno lo stesso. Dall’altro lato anche se questo viene registrato non possiamo avere garanzie in termini di un miglior posizionamento.

Comunque i Google crawlers troveranno il vostro dominio e lo inseriranno negli archivi di Big G.

Quindi la registrazione del dominio su Google è una nostra libera scelta!

MITO #2 : “ Un maggior numero di link è meglio che un maggior numero di contenuti”

Prima dell’aggiornamento dell’algoritmo di Google “ Penguin” fare link building significava andare alla ricerca di qualsiasi tipo di link ai fini di ottenere un buon posizionamento. Dal 2013 con il nuovo algoritmo questo non è più fattibile in quanto si premia la qualità dei link, non la quantità.

Pertanto è buona pratica investire il proprio budget saggiamente in attività che siano in grado di “attrarre” link di qualità ( infografiche, video, copy SEO ecc).

Una Content Strategy di qualità porterà a sua volta link di qualità!

Di conseguenza calibrate le vostre campagne SEO nel 2016.

MITO #3: “Avere un sito sicuro non è (ancora) importante per la SEO”

Come avrete sicuramente notato molti URL iniziano con  “http://”, mentre altri con https://.

Una piccola differenza ma che fa una grande differenza in quanto quella piccola “s” fa significa che il vostro sito è criptato e che quindi tutti i flussi di informazioni sono inaccessibili agli hacker.

Nell’ agosto 2014 Google annunciò che HTTPS fosse un fattore determinante per  il ranking. Anche se per ora il suo impatto è marginale, è consigliabile implementare HTTPS su tutte le pagine del vostro sito.

Oltre ad essere un segnale buono per il posizionamento lo sarà anche per i vostri utenti, che si sentiranno più sicuri.

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MITO #4: “La SEO è tutta una questione di ranking

Non possiamo negare come non vi sia correlazione tra l’essere ai primi posti nella SERP e la percentuale di clic ottenuti, ma quando parliamo di ranking non dobbiamo pensare ad un risultato da raggiungere a tutti i costi. Questo perchè essere al primo posto per le keywords di vostro interesse ed avere una mole importante di utenti non si traduce necessariamente in una forma di guadagno.

La spiegazione potrebbe essere in una strategia di keywords sbagliate e non correlate al vostro business. Vi consigliamo di utilizzare sempre Google Adwords per trovare le parole chiavi migliori su cui basare la vostra strategia e lavorare sulle meta description per fare in modo che siano pertinenti ed interessanti per chi leggerà.

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MITO #5: “Le meta description hanno un elevatissimo impatto sul posizionamento

Le meta description sono attributi HTML che spiegano in maniera breve ed esaustiva il contenuto di una pagina web. Nella SERP si presentano come piccole anteprime del contenuto di un dominio o di una pagina.

Nonostante in molti pensano che le meta description rivestono un ruolo molto importante sul posizionamento, purtroppo non è così. Nel 2009 Google annunciò che le meta description ( e le meta keyword) non hanno alcuna influenza sui risultati di ricerca.

Però non significa che queste descrizioni non siano importanti in ambito SEO.

Infatti una buona meta description può distinguervi dalla massa ed essere quel dettaglio che fa la differenza tra il vostro sito e un altro!

MITO #6 – “L’ottimizzazione delle parole chiave è la chiave della SEO”

Anche se l’uso delle parole chiave è importante per la SEO dobbiamo evitare di riempire i testi con keywords ripetute senza alcuna logica sintattica e semantica. Vi ricordiamo che i motori di ricerca sono abilissimi nella scansione dei contenuti delle pagine e individuare parole e frasi chiave della vostra pagina.

Ricordiamoci sempre che bisogna scrivere per l’utente!

MITO #7 – “Le parole chiave devono essere un exact-match”

Come è stato già detto le parole chiave sono importanti per la SEO ma non devono essere ripetute laddove il testo non lo richiede.

Il nostro obiettivo dev’essere quello d’informare l’utente, non i motori di ricerca!

MITO #8 – “L’H1 è l’elemento on-page più importante”

Questo era vero in passato fino a quando non diventava un fattore così spammato che i motori di ricerca sono diventati più intelligenti anche all’utilizzo dei title tag.

Quindi non è importante quale title tag venga usato, ma bensì che i concetti più importanti della nostra pagina vengano presentati in maniera chiara nella parte alta del testo della stessa, in modo da comunicare il prima possibile agli utenti di che cosa stiamo parlando.

MITO #9 – “La mia homepage ha bisogno di molti contenuti”

La home page è sicuramente la vetrina, il biglietto da visita del nostro sito pertanto riveste un ruolo primario per il nostro business. Proprio per questo non è corretto “ riempirla” di contenuti.

La nostra home page deve semplicemente comunicare: Chi siamo, cosa facciamo, dove ci troviamo e i nostri servizi!

MITO #10 – “Più pagine ho, meglio è”

Ritorna il discorso della link building e quando abbiamo detto che i motori di ricerca premiano la qualità piuttosto che la quantità. Discorso similare per i contenuti delle pagine del nostro sito.

A seguito del lancio di Google Panda https://it.wikipedia.org/wiki/Panda_Update è fondamentale far sì che le pagine del proprio sito abbiano contenuti di qualità, di reale interesse per l’utente e accattivanti. In questo modo i risultati in termini di posizionamento non tarderanno ad arrivare.

MITO #11 – “Una buona user experience è un plus, non una necessità

Google, in qualità di Azienda, punta molto sulla user experience e sul fatto che i propri clienti possano essere soddisfatti delle loro attività di di navigazione. Pertanto per la SEO nel 2016 la user experience è un fattore che riveste una grande importanza.

Per migliorare la user experience del tuo sito web dovrai focalizzarti su:

  • Velocità di caricamento delle pagine;
  • Bounce rate;
  • Tempo di permanenza;
  • Su come gli utenti si muovono sul tuo sito;
  • Produrre contenuti di altissima qualità;

MITO #12 – “La SEO locale non è più così importante

Questo forse è uno dei miti più sbagliati e che bisogna assolutamente sfatare. Per un’impresa di piccole o medie dimensioni il discorso di SEO locale è fondamentale per avere un’ottimizzazione mirata degli utenti geolocalizzati vicino alla nostra attività business.

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MITO #13 – Google non saprà mai se ho dei link da siti di bassa qualità”

Mettiamola cosi: Google sa tutto ma se sapete di avere questi “bad links” nessun problema, potete sempre rimediare http://searchengineland.com/googles-cutts-got-bad-links-to-your-site-dont-fret-it-disavow-it-169131

MITO #14 – “Le immagini non necessitano di alcuna ottimizzazione”

La SEO on-page è più importante che mai e questa convinzione è fortemente  errata.  I motori di ricerca non possono rilevare le immagini sui siti web e quindi se non viene fornito all’immagine un alt text appropriato per Google sarà impossibile capire di che tipo di immagine si tratti..

MITO #15 – “Gli answer boxes sono importanti solo se sei Wikipedia”

Sbagliato. Basta semplicemente creare un contenuto più rilevante. Cosa non facile, ma se riuscirete a far questo riuscirete addirittura a posizionarvi nelle prime posizioni.

MITO #16 – “Non ho bisogno di una strategia di ottimizzazione mobile

Dalla primavera del 2015 a seguito dell’aggiornamento dell’algoritmo di Google denominato “Mobilegeddon” tutto è cambiato. Per un sito essere mobile – friendly è un fattore determinante per il ranking. Và da sé che non esserlo è fortemente penalizzante.

Infatti, i siti web che non hanno saputo adeguarsi a questo cambiamento hanno subito un calo del 5% di traffico organico negli ultimi mesi.

Per verificare che il vostro sito sia mobile-friendly clicca qui

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MITO #17 – “La SEO è qualcosa che compete solamente al reparto IT

E’ vero che essere un SEO specialist richiede conoscenze anche di natura tecnica ma questo non vuol dire che per far SEO bisogna essere necessariamente uno smanettone. Ad esempio a fianco di attività un po’ più complesse sotto il punto di vista informatico come il settaggio dei redirect o dei file XML della sitemap ve ne sono altre, come l’ideazione e la diffusione dei contenuti o la gestione delle DIGITAL PR, che richiedono una buona dose di creatività e di capacità relazionali.

Per questo avere un team il più variegato possibile è probabilmente la soluzione migliore!

In conclusione possiamo dire che fra tutti i fattori quello di maggiore importanza per la SEO 2016 è: l’esperienza dell’utente nel suo complesso.