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Italian Internet Day, 30 anni connessi al web! Ecco la storia e gli eventi!

Era il 30 aprile del 1986 quando l’Italia per la prima volta si è connessa ad Internet: il segnale partì dal Centro Universitario per il Calcolo Elettronico ( CNUCE ) di Pisa, per arrivare alla stazione di RoaringCreek, in Pensylvania.

Il CNUCE contattò Robert Kahn per chiedere ufficialmente che Pisa potesse diventare un nodo di Arpanet. Si avviano i lavori per preparare la piattaforma hardware e software, disegnata insieme allo stesso Kahn, ma ci vollero 5 anni per portare a compimento l’impresa, tra ricerche, difficoltà burocratiche ed evoluzioni tecniche.

30 anni di Internet - Sala macchine del Cnuce in via Santa M

Lo stesso Kahn aiutò il CNUCE a dotarsi dell’innovativo butterfly gateway, il router necessario al collegamento, che verrà donato al CNR direttamente dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

 

Era un messaggio di quattro lettere e impiegò meno di un secondo per andare e tornare.

È così il 30 aprile del 1986 partì questo semplice comando-messaggio: “Ping”.

Da oltreoceano, precisamente da Roaring Creak in Pennsylvania, si rispose con un semplicissimo “Ok”.

Fu quello il momento in cui l’Italia si collegò ad Arpanet per la prima volta.

30 anni internet italia

Il collegamento avvenne a “ben” 64KB tra la sede del Cnuce – Cnr, a Pisa, e quella di Telespazio, nella piana abruzzese del Fucino, rimbalzando attraverso il satellite Intelsat V, e da lì a Roaring Creek.

E un anno dopo, il 23 dicembre 1987, venne creato il dominio “.it”.

Sembra un secolo fa, considerato che oggi contiamo circa 30 milioni di utenti attivi sul web.

IERI E OGGI: COME IL WEB HA CAMBIATO IL NOSTRO PAESE!

Trent’anni e non sentirli: mi scuserete il tono nostalgico ma parlare degli anni ’80 suscita in me sempre un sentimento di amore profondo, di ritorno alle origini, di appartenenza ad un decennio che non solo appartiene alla mia scheda anagrafica ma che fa battere ancora i cuori di tutti coloro che sono stati i pionieri della navigazione.

Leggere un giornale, consultare l’orario dei treni o comprare una borsa online ci sembra normale, ma è il frutto di quel sogno diventato progetto concreto.

Nonostante siano passati 30 anni l’Italia è un paese in cui Internet, la banda larga, la ricerca e lo sviluppo, le discipline tecnico-scientifiche non trovano ancora abbastanza spazio e si conferma  una delle ultime nello scenario europeo per investimenti in tema di uso della Rete e d’innovazione e ricerca.  

Questa fotografia, dai tratti decisamente sbiaditi, ce la fornisce l’Istat nel suo report “ Noi Italia 2016”.

Perché il Web non è riuscito a “far breccia” nel cuore degli italiani?

Nonostante negli ultimi 3 anni si sia registrato un trend positivo nell’utilizzo di Internet, la situazione italiana resta tra le peggiori in Europa.

internet italiaGli utenti del web sono il 60,2 per cento della popolazione e solo il 40,3 per cento si connette quotidianamente.

“L’Italia assieme alla Grecia occupa la terz’ ultima posizione nella graduatoria relativa gli utenti di internet, mentre Lussemburgo e Danimarca hanno raggiunto valori prossimi alla saturazione. La percentuale di famiglie italiane che accede a Internet mediante banda larga è inferiore alla media europea, mentre i tassi più elevati si registrano nel nord Europa”  (Istat, Noi Italia 2016)

Quando si tratta di effettuare un bonifico o fare shopping, gli italiani preferiscono ancora i metodi tradizionali:

  • il 28% si affida all’home banking (la media europea è del 46%)
  • 1 su 3 fa acquisti online (in Europa sono 2 su 3)

LE CAUSE? SIA TECNOLOGICHE SIA CULTURALI 

Secondo la Commissione europea, in Italia mancano le competenze digitali.

Le ragioni sono «la quota importante di anziani e il basso livello di istruzione».

Antonio Samaritani, direttore dell’Agid – ( Agenzia per l’Italia digitale ) – spiega che «Il divario tecnologico-culturale dipende da elementi molto diversi tra di loro, per esempio l’età media della popolazione italiana, superiore rispetto a quella europea»

«Per colmarlo è necessario da un lato far crescere le competenze digitali dei cittadini per favorire l’utilizzo di Internet, dall’altro semplificare i servizi digitali, in modo da facilitare l’esperienza degli utenti che interagiscono con la pubblica amministrazione via web. In questo sarà utile lo Spid, il sistema pubblico di identità digitale, che permetterà di accedere a tutti i servizi online con un’unica password. »

Importante per fare il salto di qualità, dice la Commissione europea, è investire sulla banda ultralarga: bisogna ora vedere quale sarà l’impatto reale del piano annunciato dal governo per dare a tutti gli italiani entro il 2020 la connessione veloce ad almeno 30 megabyte al secondo.

internet italia 30 anni

Internet Day: il calendario degli eventi in programma 

Tanti momenti per celebrare i trent’anni della prima connessione alla rete.

Venerdì 29 aprile a partire dalle ore 10, presso l’auditorium dell’Area della ricerca di Pisa del Cnr, si celebrerà tutto questo con un programma ricco di interventi pensati come una ideale timeline che, partendo dal 1986, si spinge a disegnare gli scenari futuri di Internet.

L’Italian Internet Day diventa anche un film-documentario dal titolo “Login. Il giorno in cui l’Italia scoprì Internet”, scritto da Riccardo Luna e diretto da Alice Tomassini.

Alcuni estratti del docu-film verranno mostrati al pubblico nel corso dell’evento di Pisa, mentre la versione integrale andrà in onda in prima visione la sera stessa del 29 Aprile su Rai5 alle ore 19.50.

La RAI seguirà l’evento con una programmazione speciale dedicata ai temi della rete, della digitalizzazione e del loro impatto sul presente ed il futuro delle nuove generazioni.

Una programmazione trasversale sulle reti radiofoniche e sui canali RAI che avrà il momento clou venerdì 29 aprile – ore 11 – con la diretta dell’Italian Internet Day dal Cnr di Pisa.

Sui portali di Rai Cultura verrà realizzato uno speciale ad hoc che ripercorrerà i 30 anni della storia di internet in Italia: dal primo collegamento al CNUCE di Pisa (1986) ai primi provider italiani (1990), dalla prima pagina web (1991) al primo sito della Rai (1994), dai primi motori di ricerca (1995) all’esplosione di Google, e infine il racconto degli ultimi anni con il successo di YouTube, Facebook, WhatsApp e Netflix.

In particolare, verrà ricordata la trasmissione Mediamente, primo programma della Rai per l’alfabetizzazione informatica ed anche il primo ad avere un sito internet.

Non ci resta che augurarvi: BUON INTERNET DAY!