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La percezione della moda italiana nel mondo dal 1950 ad oggi

La moda è sicuramente un settore che ha sempre saputo raccontare la società e le sue tendenze negli ultimi 30 anni. Riesce ad immortalare con “scatti” fedeli alla realtà i nostri gusti, il nostro status sociale e la nostra “ appartenenza” politico e ideologica.

Infatti la ricerca del Censis sui trent’anni d’Italia visti attraverso oggetti e consumi, mette la moda tra i grandi temi, insieme alla casa e al cibo.

moda italiana nel mondo

Quando si parla di moda e di Italia evochiamo uno stile, un’ eleganza, e una qualità manifatturiera che non conosce eguali al mondo. Il made in Italy  è sempre stato fortemente connesso al mondo del cinema, importante diffusore di mode, e vi era un tempo in cui l’alta moda rivestiva un ruolo importantissimo per gli attori, dentro e fuori dal set.

Abbiamo voluto ripercorrere la storia del Made in Italy attraverso i film  e i personaggi che hanno fatto la storia non solo della cinematografia mondiale ma anche dell’alta moda italiana nel mondo.

Moda italiana nel mondo: Anni ’50 – ‘60

Erano gli anni cinquanta, il cinema italiano si imponeva come una delle più auliche forme di quest’arte, erano i tempi della ‘Dolce Vita’, della ‘Hollywood sul Tevere’, delle dive e dei divi intramontabili. Era anche l’epoca in cui la televisione faceva l’ingresso nelle case degli italiani.

E di questo decennio ricordiamo due pellicole d’autore: “Guerra e Pace”  (1955) con una Audrey Hepburn che indossava un vestito stile impero, georgette avorio firmato Gattinoni. La sua bellezza e l’alta sartorialità valse a Fernanda G. la nomination agli Oscar per i costumi.

moda gattinoni

Qualche anno più avanti arrivò il film che ebbe un successo planetario: “La Dolce Vita” di Fellini- 1960 – con una splendida Anita Eckberg, che indossava – nella famosa scena della Fontana di trevi – un abito di velluto nero dalla linea sinuosa, sempre firmato Gattinoni.

Indubbiamente la pellicola di Fellini la rese famosa ma a giovarne ancor di più fu la città di Roma che divenne simbolo della “ dolce vita” , dell’alta moda e della mondanità.

MODA ITALIANA NEL MONDO: Anni ‘ 70 – ‘80

Gli anni ’70 furono quelli che decretarono con successo il Made in Italy come simbolo indiscusso dell’eleganza nella moda. Il Time  dedicò una copertina a Giorgio Armani, nel 1979, definendolo uno degli uomini più “influenti” del momento.

Giorgio armani

Degli anni ’80 ricordiamo i tailleur sagomati di Melanie Griffith e Sigorney Weaver, spalle squadrate e gonne tubo nel film “ Una donna in carriera” . Vita stretta e spalle imbottite: questo era il must dell’alta moda.

moda una donna in carriera

Nel decennio, 1980-1990 il made in Italy conquistò il pianeta.

Le icone? Madonna, che fa la fortuna di chiunque la vesta, ma soprattutto Lady D, che indossa Valentino, Armani, e soprattutto Versace, di cui diventa, anche, amica e musa.

made in italy

A metà degli anni ’90 qualcosa comincia a cambiare. Le grandi case di moda tentano di “ democratizzare” il mercato con il pret – a- porter firmato.

Trionfano gli outllet da un parte e il no-logo dall’altra, complice il saggio  di Naomi Klein del 2001.

Si fa largo, dice il Censis “l’antimoda”

Il film del 2006 “Il diavolo veste Prada”  rivela in chiave brillante le follie del fashion-system.

Si affermano sul mercato italiano grandi marche come Zara, H&M, Desigual, i negozi diventano monomarca, i vestiti non sono più fatti per durare, ma per vivere brevi stagioni. La religione è il low-cost.

Ed anche le “ dive” che prima venivano vestire rigorosamente dal Made in Italy, ora diventano ambasciatrici / influencer  delle nuove tendenze del vestir “bene” ad un costo accessibile.

moda low cost

influencer di moda quotidiana

La moda non esprime più parole chiave come il potere degli anni Ottanta oppure il lusso degli anni Novanta. Ma nemmeno la protesta.

Ognuno si veste come vuole, mescola capi ricchi e capi poveri, il sacro e il profano.