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Pastificio Rummo: quando i social aiutano a rialzarsi

IL FATTO

Nella notte fra Mercoledì 14 e Giovedì 15 Ottobre un nubifragio ha colpito il beneventano provocando danni enormi. Tre aziende in ginocchio, tra queste anche il Pastificio Rummo, lasciando cosi senza occupazione circa 400 operai.

Antonio Minicozzi, titolare della Rummo, lancia subito un appello di aiuto a chiunque potesse dare una mano, e qui il web si sveglia.

«Macchinari, materie prime, quintali di prodotti siano andati distrutti creando un’enorme difficoltà per l’azienda: ci basta guardare i volti degli operai per capire quanto sia grave quello che è successo» si legge sulla pagina Facebook che lancia l’hashtag #SaveRummo. La campagna coinvolge subito 72mila persone, che con foto di pacchi di pasta acquistati invadono le bacheche di Facebook e Twitter.

La voce che manifesta per le aziende del territorio si fa sempre più forte, fino a raggiungere alcune “star” dei social come Selvaggia Lucarelli o Fiorello che sostengono l’iniziativa postando su Twitter foto del loro contributo alla causa.

L’EFFETTO VIRUS

Il caso Rummo può essere definito a mio avviso l’ennesima vittoria dei social rispetto al media “tradizionale”.

La voglia di fare la propria parte e il saper cogliere l’empatia dell’utente sono state le molle per il via della campagna #SaveRummo, a dare continuità a quest’ultima troviamo le iniziative dell’azienda che ci fanno capire che l’empatia è un fattore fondamentale, ma senza una giusta comunicazione del messaggio rimane fine a se stessa. Eccovi la risposta dell’azienda su twitter: Messaggio forte e chiaro.

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Che dire? Facciamo i nostri auguri e speriamo che Rummo possa tornare al più presto sulle nostre tavole.