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Recensione de “L’amante giapponese” di Isabel Allende

Recensione L'amante giapponese

Il mondo dei libri coinvolge tanto, emoziona e di conseguenza la rubrica #4min è diventata un appuntamento fisso sul nostro magazine. Oggi, ti parleremo del libro “L’amante giapponese“, l’ultimo romanzo di Isabel Allende, una settantatreenne che sembra non avere alcuna intenzione di smettere il suo migliore vizio: la scrittura. L’autrice cilena è stata ospite dell’evento Bookcity di Milano dove ha divertito e commosso i quanti erano accorsi all’appuntamento, grazie alla sua consueta schiettezza e vitalità latino-americana.

Bella, luminosa e in splendida forma, l’Allende ha raccontato i difficili momenti affrontati durante la malattia che ha portato alla morte della sua primogenita alla sola età di 28 anni con una serenità e una compostezza invidiabile. Ha intrattenuto il pubblico in sala come una vera star, confessando sogni hot che vedevano come protagonista l’ispanico attore Antonio Banderas.

recensione “l’amante giapponese”Recensione L'amante giapponese

L’incontro è stata un’occasione per parlare del suo ultimo romanzo appunto, “L’amante giapponese“, che riporta le vicende e la forza di un amore sopravvissuto nel tempo, scampato alla Seconda guerra mondiale, ma che nulla ha potuto contro i pregiudizi dell’epoca, profondamente radicati nella cultura e nelle tradizioni della gente.

Una bella e intensa storia d’amore” sono queste le parole usare dall’autrice Isabel Allende per descrivere brevemente il suo nuovo romanzo che ha dedicato ai genitori Panchita e Ramòn, da lei definiti “anziani saggi“. Oltre che alla passionale storia d’amore fra Alma Belasco e Ichi Fukuda, grazie all’abilità narrativa della scrittrice sudamericana, fra le pagine del libro è celato un segreto legato alla Seconda Guerra Mondiale e agli americani in particolare, il quale sta venendo a galla solo in questi ultimi anni: l’internamento di “Alien Enemy”.

Sei mesi dopo l’attacco a sorpresa dell’Impero del Giappone a Pearl Harbor, nel dicembre del 1941 che distrusse diciotto navi della flotta americana e cambiò la mentalità isolazionista degli statunitensi, il presidente Roosvelt dichiarò guerra al paese del Sol Levante. Così l’11 settembre (data fondamentale per Isabel poiché l’11 settembre del 1973 le ha cambiato per sempre la vita) gli isei e i nisei che vivevano in America iniziarono ad essere perseguitati.

Più di centoventimila nippo-americani lungo la costa del Pacifico degli USA persero tutto quello che avevano ottenuto in quegli anni: lavoro, casa, amicizie. Infine, vennero trattenuti durante la guerra in campi di concentramento come quello di Topaz, sito nell’arido deserto dello Utah. Proprio come accadde alla famiglia di Ichi Fukuda.

Recensione “L’amante giapponese”: l’autoreRecensione L'amante giapponese

Isabel Allende, 21 romanzi e 65 milioni di copie vendute in 35 lingue, ha ispirato sceneggiatori e registi di tutto il mondo. Non è un caso che il suo primo romanzo “La casa degli spiriti” sia diventato un film diretto da Bille August durante gli anni 90′, vantando un cast di tutto rispetto: Meryl Streep, Glenn Close, Jeremy Irons, Winona Ryder e Antonio Banderas. Nel 2014 Barack Obama l’ha premiata con la Medaglia presidenziale della libertà.