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Recensione di “Non ora, non qui”, di Erri De Luca

Recensione Non ora non qui

Oggi prendiamo in considerazione l’opera prima di Erri De Luca, “Non ora , non qui“. Scritto nel 1989, quando l’autore aveva già quarant’ anni, è una lettera aperta rivolta alla madre. I ricordi partono attraverso una vecchia foto. Un’autobiografia dell’autore che scava con potenza nelle più profonde pieghe dell’animo umano. Questa lettera da leggere tutta d’ un fiato, risulterà ancora più vicina a chi ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza nell’immediato dopoguerra e ha subito le difficoltà della crisi economica che la Seconda Guerra Mondiale ha portato con se, insieme ai sacrifici fatti dai genitori per risollevarsi con caparbietà e umiltà dalla miseria.

“Non ora, non qui”: recensione

Erri De Luca scrive questa lettera alla madre, donna amata e nello stesso tempo temuta, e lascia uscire fuori tutto quello che il De Luca bambino ha sempre tenuto dentro, senza mai avere il coraggio di esternarlo. Ci parla anche del suo rapporto con il padre e l’essere stato un bambino affetto da balbuzie. Ci dice che aveva così tante cose in testa che il i concetti facevano fatica a uscire in parole e inciampavano. La balbuzie è anche metafora della vita del protagonista, che non riesce a trovare una sua strada e non riesce ad amare. Il racconto assume i toni del rimpianto di un tempo che ormai è passato e perduto.

Non ora, non qui

Il tema dell’amore viene riaffrontato anche parlando della moglie, che morirà solo dopo 7 anni di matrimonio. Moglie sposata andando contro i consigli della madre, che reputa una donna infelice e delusa dalla vita che non ama davvero suo figlio. Ma lui sa che lei gli vuole davvero molto bene e crede che infondo tra bene e amore non ci sia poi questa grande differenza. Questo grande affetto che li lega pone la donna quasi come un’latra madre per lui. Alla fine del racconto il passato e il presente si frappongono, come se De Luca e la madre si trovassero nello stesso luogo, nello stesso momento.

Il linguaggio del libro è semplice, ma non per questo banale. Anzi De Luca, parlando al lettore con il cuore, riesce a trasmettere forti emozioni rimanendo umile e senza cercare inutili forzature e ghirigori stilistici.